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Sostituire le sostanze pericolose nei detergenti: perché vale la pena effettuare il passaggio e come riuscirci

Revisione tecnica a cura di Eco-Nova GmbH · Aggiornato al 05/10/2026 · 4 min. di lettura

Manifesto „Senza etichettatura GHS“ con simboli di sostanze pericolose barrati

I punti salienti in breve

I detergenti contrassegnati comportano rischi per la salute e richiedono un dispendio in termini di stoccaggio, dispositivi di protezione individuale e formazione. Il regolamento sulle sostanze pericolose impone di sostituirli con prodotti meno pericolosi, qualora esistano alternative adeguate. Molti detergenti di Eco-Nova non sono classificati come pericolosi. Con il controllo gratuito sulle sostanze pericolose, registriamo i Suoi detergenti, Le proponiamo delle alternative e le testiamo nel Suo processo.

Punti chiave

  • Il regolamento sulle sostanze pericolose (§ 7) e la norma TRGS 600 richiedono una valutazione della sostituzione.
  • I detergenti non classificati come pericolosi non recano pittogrammi di pericolo ai sensi del regolamento CLP.
  • Un minor numero di sostanze pericolose comporta un minor impegno in termini di stoccaggio, dispositivi di protezione e formazione.
  • Il tenore di COV è indicato nella scheda di sicurezza e costituisce un valido valore di riferimento.

Indice

Su molti detergenti in uso sono riportati simboli quali la fiamma, il punto esclamativo, la corrosività o il pericolo per la salute. I detergenti funzionano, i collaboratori indossano i dispositivi di protezione individuale, tutto sembra sotto controllo. Ciononostante, vale la pena approfondire la questione: I detergenti contrassegnati comportano un onere in termini di stoccaggio, formazione e valutazione dei rischi, incidono negativamente sulla salute e il regolamento sulle sostanze pericolose impone comunque di verificare se esistano alternative meno pericolose. Questo articolo riassume gli aspetti fondamentali e illustra come attuare con successo una transizione.

Cosa si intende per sostanze pericolose nei detergenti

Il regolamento CLP stabilisce se un detergente sia considerato pericoloso. Le miscele classificate recano pittogrammi di pericolo, nonché frasi H (indicazioni di pericolo) e frasi P (misure di sicurezza). Esempi tipici nel settore della pulizia industriale:

  • Acetone, isopropanolo, MEK: Facilmente infiammabile, irritante per gli occhi; i vapori possono provocare sonnolenza e stordimento.
  • NMP: È classificato come tossico per la riproduzione; può quindi compromettere la fertilità o danneggiare il feto.
  • Toluene: è sospettato di causare danni al feto e, in caso di esposizione prolungata, può danneggiare gli organi.
  • Acidi e alcali forti: Corrosivo per la pelle e gli occhi.

Alcuni solventi hanno effetti inebrianti. Chi vi è esposto per anni può subire danni al sistema nervoso. L’encefalopatia da solventi, nota come “malattia dei pittori”, è riconosciuta come malattia professionale (BK 1317).

Obbligo: verifica della sostituzione

Ai sensi dell’articolo 7 del regolamento sulle sostanze pericolose, il datore di lavoro è tenuto a verificare se le sostanze pericolose possano essere sostituite con altre meno pericolose. Le modalità di tale procedura sono descritte nella TRGS 600 „Sostituzione“. Qualora esista un’alternativa tecnicamente idonea, questa ha la precedenza. Il risultato viene documentato nella valutazione dei rischi. Per le sostanze cancerogene, mutagene sulle cellule germinali e tossiche per la riproduzione (sostanze CMR), come l’NMP, vigono requisiti particolarmente rigorosi.

Cosa significa „non classificato come pericoloso“

Una miscela che, ai sensi del regolamento CLP, non rientra in alcuna classe di pericolo, non reca pittogrammi di pericolo né avvertenze di pericolo. È comunque possibile che sia disponibile una scheda di sicurezza, spesso con l’indicazione EUH210 „Scheda di sicurezza disponibile su richiesta“. Anche per i detergenti non classificati valgono le indicazioni relative all’uso, allo stoccaggio e allo smaltimento riportate nella scheda di sicurezza. Molti detergenti di Eco-Nova non sono classificati come pericolosi.

Aree in cui si riducono i costi: stoccaggio, dispositivi di protezione, formazione

I detergenti contrassegnati comportano tutta una serie di obblighi:

  • Conservazione: locali di stoccaggio ben ventilati o armadi per sostanze pericolose. Ai sensi della norma TRGS 510, occorre verificare quali sostanze possano essere stoccate insieme; ad esempio, gli acidi devono essere tenuti separati dalle soluzioni alcaline.
  • Quantità maggiori: requisiti aggiuntivi in materia di protezione antincendio e di contenimento delle acque di spegnimento, nonché gli obblighi previsti dal regolamento relativo agli impianti per il trattamento di sostanze pericolose per le acque (AwSV).
  • Protezione contro le esplosioni: in presenza di solventi facilmente infiammabili quali l’acetone o l’isopropanolo.
  • Dispositivi di protezione e formazione: guanti adeguati, occhiali protettivi, eventualmente dispositivi di protezione delle vie respiratorie, oltre a istruzioni periodiche.

Se un detergente classificato viene sostituito con uno non classificato, molte di queste misure vengono meno o risultano più semplici. L’entità dell’effetto dipende dalla vostra azienda e dai volumi.

COV: i vapori sottovalutati

I COV (composti organici volatili) sono composti organici volatili che evaporano già a temperatura ambiente. La direttiva UE sulle emissioni industriali li definisce come composti organici con una pressione di vapore di almeno 0,01 kPa a 20 °C. Durante le operazioni di pulizia, questi composti finiscono nell’aria che si respira. Concentrazioni elevate possono causare mal di testa, vertigini e irritazioni delle vie respiratorie. Inoltre, i COV contribuiscono alla formazione di ozono troposferico.

Per molti solventi si applicano i valori limite di esposizione sul posto di lavoro previsti dalla norma TRGS 900. Le aziende che utilizzano grandi quantità di solventi sono inoltre soggette al 31° BImSchV (Regolamento sui solventi). Il contenuto di COV di un detergente è riportato nella scheda di sicurezza, solitamente nella sezione 9. Si tratta di un valido parametro di riferimento quando si valutano diversi detergenti. Plexinova di Eco-Nova, ad esempio, contiene 0 % di COV, secondo quanto riportato nella scheda di sicurezza.

La verifica delle sostanze pericolose di Eco-Nova

Molte aziende sanno che dovrebbero apportare dei cambiamenti, ma fare il punto della situazione richiede molto tempo e il passaggio a un nuovo detergente richiede un certo sforzo. È proprio in questo che vi aiutiamo con il nostro servizio gratuito Verifica delle sostanze pericolose:

  1. Panoramica: Registriamo i Suoi detergenti contrassegnati sulla base delle schede di sicurezza.
  2. Valutazione: Verifichiamo la classificazione, la destinazione d’uso, la presenza di impurità e le caratteristiche della superficie.
  3. Proposta: Per ogni applicazione proponiamo un detergente meno pericoloso e, se necessario, anche una formulazione su misura.
  4. Test: Potrà provarlo con un campione gratuito oppure le faremo una dimostrazione direttamente sul suo impianto, mettendolo a confronto con il suo attuale detergente.
  5. Documentazione: Riceverà la documentazione necessaria per la valutazione dei rischi e la verifica della sostituzione.

Vale la pena sottoporsi a questo controllo? Sì, se si verifica almeno una delle seguenti condizioni:

  • Sui vostri detergenti sono riportati dei pittogrammi di pericolo.
  • Per le operazioni di pulizia, i Suoi collaboratori devono indossare guanti protettivi, occhiali protettivi o dispositivi di protezione delle vie respiratorie.
  • Conservano i detergenti in armadi per sostanze pericolose o in appositi locali di stoccaggio.
  • Durante la pulizia sono necessarie misure di protezione contro le esplosioni o un sistema di ventilazione specifico.
  • La pulizia richiede molto tempo o deve essere ripetuta spesso.
  • Avete a che fare con uno sporco che finora nessun detergente è riuscito a rimuovere in modo soddisfacente.

Ecco come effettuare la transizione

  • Iniziare con un'applicazione: preferibilmente nei luoghi in cui viene utilizzato il detergente più pericoloso o in cui si registra il maggiore dispendio di energie.
  • Testare nel proprio processo: in base al tipo di sporco, alla superficie e allo scarico.
  • Coinvolgere i collaboratori: I nuovi detergenti spesso agiscono in modo diverso; ad esempio, agiscono più lentamente, ma hanno un effetto più duraturo. Chi ne è consapevole in anticipo accetta più facilmente il cambiamento.
  • Confronto imparziale: A volte il detergente meno aggressivo richiede una fase di lavorazione in più. Sarete voi a decidere, sulla base dei risultati del test, se ne valga la pena.

Condizioni di lavoro sicure danno i loro frutti anche all’esterno: in occasione degli audit, nei confronti dei clienti che attribuiscono grande importanza alla sicurezza sul lavoro e nella ricerca di personale qualificato.

Per stabilire quale detergente possa sostituire il prodotto da Lei indicato, è meglio che ne discutiamo insieme. Ci descriva la Sua applicazione oppure richieda la verifica gratuita delle sostanze pericolose. Su richiesta, i nostri consulenti tecnici potranno recarsi anche presso la Sua sede.

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Domande frequenti

Domande frequenti

Devo sostituire i detergenti pericolosi?
Il regolamento sulle sostanze pericolose prevede una valutazione della sostituzione: qualora esista un’alternativa tecnicamente idonea e meno pericolosa, questa ha la precedenza. Il risultato viene documentato nella valutazione dei rischi.
Quali solventi andrebbero sostituiti per primi?
In particolare le sostanze CMR (cancerogene, mutagene sulle cellule germinali o tossiche per la riproduzione) come l’NMP, ma anche solventi facilmente infiammabili come l’acetone o il MEK. Per le sostanze CMR vigono requisiti particolarmente rigorosi.
Cosa significa „non classificato come pericoloso“?
Una miscela che, ai sensi del regolamento CLP, non è classificata in alcuna classe di pericolo, non reca pittogrammi di pericolo né avvertenze di pericolo. Una scheda di sicurezza può comunque essere disponibile su richiesta (avvertenza EUH210).
Cosa sono i COV e dove posso trovare il loro contenuto?
I COV sono composti organici volatili che evaporano già a temperatura ambiente e finiscono nell’aria che respiriamo. Il contenuto di COV di un detergente è indicato nella scheda di sicurezza, solitamente nella sezione 9.
Risparmio sui costi utilizzando detergenti privi di etichetta di pericolo?
Spesso sì. A seconda della classificazione, non sono più necessarie misure speciali di stoccaggio e di protezione antincendio, mentre i requisiti relativi ai dispositivi di protezione individuale e alla formazione risultano ridotti. L’entità di tale effetto dipende dalla Sua azienda.
Come si svolge il controllo delle sostanze pericolose?
Registriamo i Suoi detergenti contrassegnati, ne valutiamo la classificazione e la destinazione d’uso, proponiamo un’alternativa meno pericolosa per ogni applicazione e la testiamo con un campione gratuito o direttamente in loco. La verifica è gratuita e senza impegno.
È disponibile un servizio di consulenza in loco?
Sì. Su richiesta, i nostri consulenti tecnici si recheranno presso la vostra sede, verificheranno l’applicazione ed effettueranno prove di pulizia.

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